Chi decide di svolgere il saggio breve alla prima prova

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LA COMPOSIZIONE DI UN SAGGIO BREVELA STRUTTURA:La consegna: insieme degli elementi prescrittivi che devono essere rispettati.Questi elementi possono consistere nel modello di scrittura (nel nostro caso il saggio breve), nella richiesta di formulazione di un titolo, nell'indicazione del destinatario, nella richiesta della destinazione editoriale, ecc. Legato alla consegna è il tempo massimo in cui svolgere la prova.Gli elementi di libertà:insieme degli elementi non vincolanti, quali l'impostazione del discorso o l’interpretazionedell'argomento.L'argomento: è collocato in quattro ambiti precisi (artistico-letterario, storico-politico, socio-economico, tecnico-scientifico) ed è formulato in modo sintetico per permettere allo studente la formulazione di un titolo più adatto ad introdurre la sua esposizione.Documenti: la documentazione fornita per la composizione di un saggio breve è chiamata “dossier”e si distingue in due tipologie:Documentazione oggettiva: dati numerici, tabelle cartine, foto.Documentazione soggettiva: articoli di giornale, citazioni letterarie, riproduzione di opere d'arte figurativa.La documentazione fornita non va utilizzata nella sua totalità, ma selezionata secondo il taglio critico che si intende impostare. Inoltre ciascuno studente può attingere al proprio bagaglio culturale o ad altri testi conosciuti.DEFINIZIONE DEL SAGGIO BREVE: Come testo argomentativo e informativo: ovvero si espone un testo fornendo al lettore informazioni precise e dettagliate (testo informativo), ma nello stesso tempo si motivano i passaggi e le conclusioni, confutando eventuali elementi antitetici (testo argomentativo).Come testo della comunicazione effettiva: la composizione simula una situazione reale legata alla composizione di un saggio per la pubblicazione in una rivista di cultura, per una relazione in un congresso pubblico, per la creazione d ell’ abstract per un convegno.Come prova semistrutturata: i caratteri della consegna e l'argomento sono “stimoli chiusi”, a cui lo studente da una risposta aperta con l'originale svolgimento della prova.LO SVOLGIMENTO: Lo svolgimento di tale prova si presenta diviso in tre fasi:Prescrittura: comprende la operazioni preliminari alla stesura del testo. E' consigliabile che tale fase non occupi più di 30 minuti. Operazioni di prescrittura sono:Lettura ed analisi degli argomenti.Scelta dell'argomento secondo le proprie conoscenze, attitudini, inclinazioni personali.Rilettura e ri - analisi dell'argomento scelto.Verifica dell'esistenza di argomenti secondari correlati.Evidenziazione delle parole chiave.Lettura ed analisi della consegna.Lettura ed analisi della documentazione.Scelta della destinazione.Scelta della collocazione del testo.Scelta del registro linguistico, cioè del tipo di linguaggio coerente con la forma comunicativa che si utilizza. – Formale o informaleChi decide di svolgere il saggio breve alla prima prova della maturità deve prima di tutto ricordare che il saggio in genere si rivolge ad un pubblico che possiede conoscenze e competenze specifiche. La forma saggistica ha infatti come destinatario ideale un pubblico che ha un particolare interesse per la disciplina trattata e possiede già notevoli conoscenze sull'argomento in questione. Per questo molto spesso si dovranno utilizzare un linguaggio ed uno stile più formali.Per scrivere un saggio breve è indispensabile seguire alcune linee guida fondamentali:- analizzare i documenti ed il materiale proposto nella traccia della prova, cercando dei collegamenti tra i vari testi proposti;- individuare i concetti principali che emergono dai testi e stendere una mappa sui vari punti di cuisi vuole parlare nel saggio (indicando le citazioni a cui si farà riferimento per esporre la propria tesi); - scrivere il saggio, facendo attenzione ad articolare bene la suddivisione in paragrafi e la loro connessione;- correggere il saggio (prestando attenzione ai contenuti generali di ogni paragrafo, alla forma e al lessico) ed individuare un titolo.Uno dei punti principali da ricordare per la stesura del saggio è che è necessario esporre in maniera chiara i dati che emergono dai documenti allegati e presentare la propria tesisull'argomento con esempi e citazioni, riportate sia dai documenti allegati sia dal proprio bagagliodi conoscenze. E' allo stesso tempo molto importante saper redigere una scaletta corretta, in modo da decidere il modo in cui strutturare gli argomenti da esporre e da seguire un certo filo del discorso senza inutili dispersioni.Riportiamo un esempio di un saggio svolto durante un'esercitazione per prepararsi alla prima prova dell'esame di maturità. Il saggio, di argomento storico-letterario, è sul tema: "Le molteplici visioni della grande guerra dei letterati del tempo". Nel saggio si parla di come i poeti ed i letterati del tempo, con le loro opinioni, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, abbiano rivestito un ruolo molto importante nella visione della guerra da parte della società e di come la Grande Guerra era vista dai letterati stessi.La Prima Guerra Mondiale è stata un evento di grande ed indiscussa drammaticità e importanza per la storia italiana. Agli inizi del 1900, quando ormai mancavano pochi anni allo scoppio del conflitto, i poeti e i letterati del tempo, con le loro opinioni, hanno svolto un ruolo molto importante nella visione della guerra da parte della società. I documenti del tempo offrono numerose informazioni su come l'idea della grande guerra fosse vista da poeti e letterati. Grazie allo studio di questi testi si possono dividere gli intellettuali del tempo in due grandi blocchi elementari: quelli favorevoli e quelli contrari alla guerra. Tra gli assoluti sostenitori della guerra, un ruolo molto importante è affidato a Gabriele D’Annunzio, suo indiscusso promotore. In uno dei suoi tanti elogi bellici, tenuto a Quarto nel 1915, D’Annunzio, infatti, affermava: “Accesa è tuttavial’immensa chiusa fornace, o gente nostra, o fratelli: e che accesa resti vivo il vostro Genio, e che il fuoco metallo si strugga, sinchè la colla pronta, sinchè l’urto del ferro apra il varco al sangue roven te della resurrezione…”. Anche se nella figura del poeta si può ritrovare una certa argomentazione narcisistica che lo spingeva a credere nella guerra esclusivamente per motivazioni esaltatrici della sua persona, da queste parole si può comunque percepire come D’Annunzio fosse favorevole al conflitto e con quanta passione egli cercasse di diffondere questi ideali.L’adesione alla la guerra si traduceva spesso in termini puramente nazionalistici, come dimostra anche il testo tratto da “Scritti storici e politici” di Thomas Mann. Dalle parole di Mann emerge chiaramente il punto di vista dei tedeschi e la guerra appare solo come un mezzo per affermareil principio nazionalistico di superiorità, che a quei tempi era molto presente nell’animo dei letterati. Lo scrittore affermava, infatti, che “fu la guerra di per se stessa a entusiasmare i poeti” e ne sottolineava la sua “necessità morale”. Per i letterati tedeschi la guerra suscitava un senso di “purificazione” e di “liberazione”, che li spinse a schierarsi a favore di quell’evento che, secondo loro, avrebbe offerto la supremazia alla loro amata Germania.La classe di letterati, di cui D’Annunzio e Mann sono “portavoce”, percepiva la guerra esclusivamente sotto il suo aspetto “nazionalista”, in quanto unico strumento di “difesa” della sacra patria. Questi ideali “estremi” non devono stupire, in quanto si erano già affermati nella società del tempo, quando dagli ideali patriottici difesi nel Romanticismo si era passati a spietati ideali sciovinisti, frutto di t ensioni da tempo accumulate all’interno degli stati stessi. Per questo la voce degli intellettuali si focalizzò anche sull’aspetto umano della “grande guerra”, scindendosi in opinioni decisamente antitetiche. Nel Manifesto del Futurismo, pubblicato da “Le Figaro” nel 1909, si affermava: “Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo”. Queste parole, che agli occhi dei contemporanei appaiono quasi impronunciabili, erano invece largamente condivise da parte di numerosi letterati dell’epoca e, in particolar modo, dai futuristi. Negli anni della Prima Guerra Mondiale, infatti, si diffusero in Europa i canoni del futurismo che sostenevano una realtà in continuo movimento basata sull’industrializzazione e sull’aggressività. Aggressività dimostrata p roprio dalla citazione in cui si raffigurava l’ideale della guerra come unico strumento di igiene planetaria. La sensibilità umana verso i propri simili era quindi annullata. La guerra aveva perso i suoi aspetti “umani” ed assunto connotati decisamente pos itivi, in quanto poteva liberare il mondo dalla feccia dell’umanità.Alla citazione del “Manifesto del Futurismo” si può aggiungere quella di Giovanni Papini, che, nel testo “Amiamo la Guerra”, pubblicato nel 1914, giustificava la guerra in quanto al mondo “siamo troppi” e solo questa può “fare il vuoto perché si respiri meglio”. Agli occhi di questi letterati la guerra non appariva soltanto giusta, ma soprattutto necessaria per il bene del mondo che si doveva liberare dagli individui inutili per la società. Papini concludeva il suo discorso affermando che, tra gli innumerevoli morti a causa della guerra, solo pochi meritavano di essere ricordati.E qui appare ben chiaro come i valori umani venissero calpestati per lasciare posto a ideali bellici decisamente disumani.Contrapponendosi alle ideologie filobelliche di numerosi letterati, esisteva però un’altra faccia della medaglia, che era rappresentata da coloro che si tenevano ancorati ai valori umani e si schieravano contro la guerra, proprio per le conseguenze umane che questa poteva causare. A questo proposito è utile citare le parole del letterato Vladimir Majakovsfkij, che condannava la guerra in quanto teatro di orrori e distruzione. Nella sua poesia l’atmosfera della guerra è resa lugubre ed è segnata dal sangue e dalle grida di tante vittime. Majakovsfkij comprendeva infattil’immane tragicità di tale evento, che lo fece scivolare in una crisi interiore e gli fece acquisire un senso di sfiducia nella storia. Crisi che infatti lo portò al suicidio. Di analogo schieramento, ma con tesi diverse, si poneva la figura di Renato Serra, che nel suo “Esame di coscienza di un letterato” tratto da “La Voce” del 30 aprile 1915 condannava la guerra non come “teatro di orrori”, bensì come strumento inutile per l’umanità. Serra infatti affermava: “Che cosa è che cambierà su questa terra stanca, dopo che avrà bevuto il sangue di tanta strage: quando i morti e i feriti, i torturati e gli abbandonati dormiranno insieme sotto le zolle, e l’erba sopra sarà tenera lucida n uova, piena di silenzio e di lusso al sole della primavera che è sempre la stessa?”. La sua posizione appare ben chiara: la violenza non giova assolutamente ad un mondo pieno di violenza, i milioni di morti che la guerra causa non verranno santificati e il loro sangue sarà stato versato inutilmente poiché niente cambierà.Occorre evitare giudizi affrettati. Ogni uomo è infatti figlio del suo tempo, perciò è necessarioanalizzare tali opinioni all’interno di un contesto storico e sociale ben preciso, come q uello degli inizi del 1900. Bisogna innanzitutto considerare che la mentalità e la cultura del tempo erano notevolmente influenzate dalla nascita della psicoanalisi di Freud e dall’espressionismo. Entrambi esaltavano le pulsioni inconsce, anche le più violente e distruttive, come quelle che hanno spinto numerose personalità ad appoggiare la guerra. Inoltre è necessario comprendere che a quei tempi non era ancora maturata l’idea di una guerra di tale portata, perciò i letterati del tempo non potevano percepirne i disastrosi effetti. Non a caso, infatti, al termine del conflitto mondiale, gran parte degli intellettuali, che in principio l’avevano sostenuta, non esitarono a cambiare ide a dopo averne vissuto, alcuni in prima persona, i drammatici esiti. Ma le lezioni della storia non sono sempre efficaci, poiché anche ai giorni nostri c’è chi non esita ad alimentare nuova violenza. Ricapitolando, se volete cimentarvi con la stesura di un saggio breve, dovrete quindi cercare di sviluppare i seguenti passaggi:- spiegare chiaramente l'argomento trattato;- presentare le varie opinioni, anche contrastanti, sull'argomento;- spiegare la tesi principale relativa all'argomento del saggio;- spiegare le argomentazioni che sostengono la tesi;- prevedere eventuali opinioni contrarie e confutarle- presentare una conclusione.。